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Googl-ebook Reader

Googl-ebook Reader
Nuova concorrenza per il Kindle di Amazon, Nook della Barnes&Noble e Biblet di Telecom. Da oggi anche Google potra’ offrire ai propri utenti un lettore e-book. Il giorno del lancio sara’ il 17 luglio nei punti vendita Target (catena americana) ed il nome di battesimo scelto: Story HD.
Come i suoi predecessori, Google punta su un prodotto di buon livello con un prezzo abbordabile, infatti acquistare uno Story HD costera’ 139,99 dollari in linea con i prezzi di Kindle e Nook. Simili anche le dimensioni: schermo da 6 pollici; supporto per risoluzione massima a 768×1024 pixel, tastiera di tipo QWERTY; connettivita’ tramite WiFi e possibilita’ di associare il proprio account google-books al dispositivo per accedere in qualsiasi momento al catalogo di Google eBooks; durata della batteria pari a 6 settimane.
Google rende noto che la nascita del proprio e-book reader e’ avvenuta anche grazie alla partnership con iRiver, la societa’ che produce lo Story HD.
Nuova sfida, dunque, per l’azienda di Mountain View che dopo aver sferrato un attacco ai social Network adesso punta al mercato degli e-book che negli ultimi mesi ha registrato un aumento delle vendite pari al 17%. A favore di Google sicuramente il vasto catalogo che da anni aggiorna attraverso lettori ottici che registrano i libri di tutte le biblioteche del pianeta, oltre a svariate opere di pubblico dominio gia’ presenti nel catalogo Google eBooks e un ottimo accordo con gli editori; il proprio brand e la celebrita’ che ha raggiunto nel mondo.
A sfavore una sete di differenziarsi che la sta portando ad allontanarsi dal business principale cioe’ la ricerca. Attualmente, cosi come nel 1998 con Altavista, per riuscire a “trovare” un risultato occorre girare diverse pagine perche’ presenti nelle prime righe siti “made for AdSense” (fatti per AdSense), ovvero siti che rispondono al 100% alle indicazioni fornite dalla stessa Google su come migliorare il posizionamento e vendere, di conseguenza, impression che poi la stessa Google dividera’ (non al 50%) con il proprietario del sito. A riguardo BigG annuncia l’arrivo di Panda (un nuovo algoritmo per fare pulizia a questo fenomeno generato dalla stessa Google). Notizie strane anche dal fronte Social, dopo aver fallito con Buzz, ci ritenta con Google+ dove se un “fortunato” titolare di un account plus, dopo aver settato i propri dati decidesse di rimuovere i contenuti di Google+, Google risponde cosi:
“Se elimini Google+, Google cercherà di ripristinare gli altri prodotti allo stato in cui si trovavano prima che tu ti registrassi su Google+ e tenterà di eliminare definitivamente le tue cerchie, i post e i commenti da te inseriti in Google+. Eliminando il tuo profilo Google, elimini anche Google+ e altri servizi i cui dati dipendono dal profilo”; Nei prossimi giorni, Google tenterà di eliminare tutte le funzioni di Google+ e i tuoi dati di Google+ dal tuo account. Aggiunge successivamente: “Obbligatorio: Comprendo che l’operazione di eliminazione del servizio non può essere annullata e che i dati che elimino non possono essere ripristinati”.
Cosi leggendo, un utente che preferisce cancellare il proprio account Google+ perche’ magari deluso dalle troppe aspettative, si ritrova a dover scegliere se rischiare di perdere dati dell’account dove magari sono associati altri servizi oppure no. Una specie di ricatto insomma a non abbandonare il nuovo tentativo di dominio sui Social dopo il flop Buzz. Se questa sara’ la strategia del gigante delle ricerche, allora probabilmente Facebook avra’ le ore contate.
Rimangono pero’ i dubbi sul fatto se sia corretto affidare i propri dati ad un’azienda che professa “Don’t be the Evil” (non essere il male) sin dalla nascita. Rimane il dubbio se sia giusto spendere 139,99 dollari per una fotocopia di Kindle, Nook, Biblet, Sony Reader. Rimane il dubbio se sia conveniente utilizzare un account di posta che in maniera automatica leggendo qualche parola chiave della mail che hai ricevuto ti fa apparire pubblicita’ a tema del messaggio. Rimane il dubbio se sia veramente economico utilizzare Adsense sul proprio sito per guadagnare “qualcosina” e non stare con la paura che Google possa, di punto in bianco, bannarti perche’ magari in una giornata hai avuto piu’ click del solito e quindi BigG anziche’ tifare per te e la crescita del tuo sito, ti “ricatta” mandando il tuo sito in chissa’ qual 99999999esima pagina o eliminandoti dalla campagna AdSense. Rimane il dubbio se la ricerca che ho effettuato sia veramente “indipendente” al di la’ del luogo in cui mi trovo (risultati diversi da comune a comune) o dalla politica di Brin, Page (fondatori) o Schmidt (CEO).
In fondo, io volevo solo fare una ricerca …
Google-Books-acidoclubNuova concorrenza per il Kindle di Amazon, Nook della Barnes&Noble e Biblet di Telecom. Da oggi anche Google potra’ offrire ai propri utenti un lettore e-book. Il giorno del lancio sara’ il 17 luglio nei punti vendita Target (catena americana) ed il nome di battesimo scelto: Story HD.
Come i suoi predecessori, Google punta su un prodotto di buon livello con un prezzo abbordabile, infatti acquistare uno Story HD costera’ 139,99 dollari in linea con i prezzi di Kindle e Nook. Simili anche le dimensioni: schermo da 6 pollici; supporto per risoluzione massima a 768×1024 pixel, tastiera di tipo QWERTY; connettivita’ tramite WiFi e possibilita’ di associare il proprio account google-books al dispositivo per accedere in qualsiasi momento al catalogo di Google eBooks; durata della batteria pari a 6 settimane.

Google rende noto che la nascita del proprio e-book reader e’ avvenuta anche grazie alla partnership con iRiver, la societa’ che produce lo Story HD.
Nuova sfida, dunque, per l’azienda di Mountain View che dopo aver sferrato un attacco ai social Network adesso punta al mercato degli e-book che negli ultimi mesi ha registrato un aumento delle vendite pari al 17%. A favore di Google sicuramente il vasto catalogo che da anni aggiorna attraverso lettori ottici che registrano i libri di tutte le biblioteche del pianeta, oltre a svariate opere di pubblico dominio gia’ presenti nel catalogo Google eBooks e un ottimo accordo con gli editori; il proprio brand e la celebrita’ che ha raggiunto nel mondo.
A sfavore una sete di differenziarsi che la sta portando ad allontanarsi dal business principale cioe’ la ricerca. Attualmente, cosi come nel 1998 con Altavista, per riuscire a “trovare” un risultato occorre girare diverse pagine perche’ presenti nelle prime righe siti “made for AdSense” (fatti per AdSense), ovvero siti che rispondono al 100% alle indicazioni fornite dalla stessa Google su come migliorare il posizionamento e vendere, di conseguenza, impression che poi la stessa Google dividera’ (non al 50%) con il proprietario del sito. A riguardo BigG annuncia l’arrivo di Panda (un nuovo algoritmo per fare pulizia a questo fenomeno generato dalla stessa Google). Notizie strane anche dal fronte Social, dopo aver fallito con Buzz, ci ritenta con Google+ dove se un “fortunato” titolare di un account plus, dopo aver settato i propri dati decidesse di rimuovere i contenuti di Google+, Google risponde cosi:
Se elimini Google+, Google cerchera’ di ripristinare gli altri prodotti allo stato in cui si trovavano prima che tu ti registrassi su Google+ e tentera’ di eliminare definitivamente le tue cerchie, i post e i commenti da te inseriti in Google+”; Nei prossimi giorni, Google tenterà di eliminare tutte le funzioni di Google+ e i tuoi dati di Google+ dal tuo account. Aggiunge successivamente: “Obbligatorio: Comprendo che l’operazione di eliminazione del servizio non può essere annullata e che i dati che elimino non possono essere ripristinati“.
Cosi leggendo, un utente che preferisce cancellare il proprio account Google+ perche’ magari deluso dalle troppe aspettative, si ritrova a dover scegliere se rischiare di perdere dati dell’account dove magari sono associati altri servizi oppure no. Una specie di ricatto insomma a non abbandonare il nuovo tentativo di dominio sui Social dopo il flop Buzz. Se questa sara’ la strategia del gigante delle ricerche, allora probabilmente Facebook avra’ le ore contate.
Rimangono pero’ i dubbi sul fatto se sia corretto affidare i propri dati ad un’azienda che professa “Don’t be the Evil” (non essere il male) sin dalla nascita. Rimane il dubbio se sia giusto spendere 139,99 dollari per una fotocopia di Kindle, Nook, Biblet, Sony Reader. Rimane il dubbio se sia conveniente utilizzare un account di posta che in maniera automatica leggendo qualche parola chiave della mail che hai ricevuto ti fa apparire pubblicita’ a tema del messaggio. Rimane il dubbio se sia veramente economico utilizzare Adsense sul proprio sito per guadagnare “qualcosina” e non stare con la paura che Google possa, di punto in bianco, bannarti perche’ magari in una giornata hai avuto piu’ click del solito e quindi BigG anziche’ tifare per te e la crescita del tuo sito, ti “ricatta” mandando il tuo sito in chissa’ qual 99999999esima pagina o eliminandoti dalla campagna AdSense. Rimane il dubbio se la ricerca che ho effettuato sia veramente “indipendente” al di la’ del luogo in cui mi trovo (risultati diversi da comune a comune) o dalla politica di Brin, Page (fondatori) o Schmidt (CEO).
In fondo, io volevo solo fare una ricerca …
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